to kalon
Vagliate tutto, trattenete il valore (1Ts. 5,21) cnusususususitititititititititititit

Presenza e utopia
inviato da Pietro, 17 gennaio 2008 @ 14:45

E’ andata come tutti sapete, il Papa amareggiato (verbittern) ha deciso di soprassedere. Non è neppure finita, perché una volta che i cani sono sciolti, è difficile farli rientrare, e quindi senza il bersaglio principale la protesta è andata a colpire gli altri partecipanti. Ma questa è la cronaca, questo è cibo per i giornali. Questo non è giudizio, che è quello che noi si tenta di fare.

E allora mi trovo a chiedermi cosa mi ha detto questa storia. All’inizio, appena saputo, ho provato amarezza, tristezza. E rabbia, ovviamente: avrei voluto essere in Sapienza con un po' di amici e liberare il rettorato anche di forza, avrei voluto che il Papa venisse comunque e noi gli mostrassimo affetto e difesa, avrei voluto reagire con le armi di quelli che hanno protestato oltre il limite del ragionevole; eppure mi rendo conto che come ha agito lui (non reagito, ma agito) corrisponde di più. Perchè mi ricorda tanto questa situazione quello che diceva il Don Giuss nel 76 quando parlava dell'utopia e della presenza: questi facinorosi manipolati non hanno nulla cui aggrapparsi se non l'ideologia e la supponenza, e devono imporla per essere; noi invece, e non per merito nostro, siamo e non dobbiamo imporre nulla a nessuno, perchè la nostra salvezza è un'altra e noi dobbiamo solo riconoscerla e così renderla visibile. Vi riconosceranno perchè siete uno, diceva San Paolo (credo): quei 100 credono di aver vinto, e adesso riprenderanno ognuno la propria strada, dopo aver perso una settimana di lezione e non aver guadagnato nulla; noi siamo ancora di più insieme col successore di San Pietro, in una storia che non ci lascia mai soli. E ci godiamo quel messaggio che da padre e maestro ci ha voluto consegnare. Questo è il punto della questione: che si affronti cosa siamo noi, e cosa dice il Papa, perchè la nostra speranza e la salvezza anche di quei bifolchi passa da lì. Il resto è buono per la mediateca e per far dimenticare i rifiuti di Napoli.

E uno è lieto, perché una apparente disgrazia porta un giudizio chiaro e avvenimenti bellissimi, come l’incontro che i nostri amici universitari hanno avuto col Papa, portando la Sapienza da lui nel corso dell’udienza generale. Come ricorda il mio amico Luca, se non fosse stato per la loro generosa e coraggiosa presa di posizione in difesa di Benedetto XVI, della presenza cattolica in questa Università non sarebbe rimasto che un cumulo di macerie!  Eppure c’è una cappellania universitaria, un’infinità di gruppi che vi aderiscono e svolgono quotidianamente attività: dov’erano in questi tragici giorni, che fine hanno fatto?  L’assordante silenzio di chi avrebbe dovuto, anche solo per il ruolo ricoperto, correre in difesa del Papa, lascia un’amarezza particolare… Ci sarebbe da criticare, ma trionfa la letizia di accorgersi che anche nell’agire uno non ha troppo merito, è solo semplice nel seguire. Siamo fortunati senza merito, siamone oggi ancora più coscienti.

E approfitto per chiedere una preghiera per l’amico Daniele che è tornato al Padre, sereno e sicuro fino all’ultimo anche attraverso una sofferenza grande e veloce: non c'è grazia più grande di questa.

W Marx!!!
inviato da Pietro, 2 dicembre 2007 @ 22:12
Sembra che al suo arrivo abbia detto: La Baviera ha temuto per 40 anni l'arrivo di Marx, adesso è arrivato, e spero che ne siano invece lieti (almeno questo ho capito da quel che ha riportato il prete della messa di oggi ad Ammerland).
Parliamo del nostro nuovo vescovo (Reinhard, per la cronaca), atteso da quasi un anno, da quando il cardinale precedente, il successore di Ratzinger, aveva manifestato esplicitamente il desiderio di ritirarsi (in vista dell'80simo compleanno). La nomina ufficiale è dell'altro ieri, giorno di S.Andrea. Ogni augurio di buon lavoro al nostro nuovo presule, in attesa di conoscerlo dal vivo. Tutto questo in coincidenza con il nuovo anno e l'Avvento: noi ci stiamo preparando, con il secondo presepe monachese e l'albero da decorare per la gioia di Anto.

Dell'inizio e del fine
inviato da Pietro, 30 novembre 2007 @ 09:45

Fine settimana impegnativo, quello passato, ma bello: genitori di Anto in visita, a far compagnia e ad aiutare nelle prime gite per negozi alla ricerca di carrozzina, lettino, fasciatoio e quant’altro. Puntino si fa sentire, non solo perché adesso ne sento anch’io i movimenti, ma perché nel preparargli le cose è come se uno fosse più consapevole che sta diventando genitore.
Si fa quel che si deve fare, e si è grati che l’occasione abbia coinciso con la giornata d’inizio anno della Baviera. Perché senza ridirsi sempre il perché del nostro fare e la meta del nostro camminare, anche la giornata più densa diventa solo riempitivo contro la noia. Perché così anche la drammaticità di un lavoro incerto mentre si aspetta un bimbo in arrivo è come se fosse consegnata ad un abbraccio più grande. La frase ricordata nell’invito alla giornata lo dice meglio di come potrei fare io:

Noi dobbiamo riconoscere la misericordia di Gesù, proprio come una Presenza, come qualcosa che ci raggiunge in questo istante, come Qualcuno che mi abbraccia nel mio essere nulla. Questa Presenza dirige il suo sguardo su di me: “Anche i capelli del tuo capo sono contati”. Questo riconoscimento non è un sentimento, bensì un giudizio, uno sguardo che dice sì a Colui che ci fa ora e lo riconosce per quello che è. (J. Carron)

Siamo andati nella chiesa dei pellegrini Maria Brünnlein: per chi sapesse il tedesco, ne trova la storia completa qui. Per chi è digiuno, è una chiesa sorta attorno ad un’immagine della Madonna portata da Roma nel ‘600 e posta sopra una sorgente (Brunne), quindi divenuta meta di pellegrinaggio e Basilica minor. Abbiamo sempre bisogno di abbeverarci alla sorgente della nostra speranza, e di compagni che rendano il cammino più umano e convincente.


Di viaggi, neve e risoluzioni
inviato da Pietro, 17 novembre 2007 @ 19:06

Dalla notizia di Puntino niente più sul blog.
E’ un periodo caotico, non sempre in positivo. Il grosso progetto a cui avevamo aspirato è sfumato, e dopo l’immediata delusione (in fondo però un po’ attesa) la reazione è stata quella di tentare una mobilitazione un po’ più aggressiva, con conseguenti spostamenti e incontri, nuove pianificazioni e consolidamento delle posizioni acquisite. Nel frattempo le varie attività vanno avanti, il che non sempre semplifica le cose. Comunque, sembra fermo che si resterà qui a Monaco anche l’anno prossimo, a meno di per ora imprevedibili sorprese. Puntino nascerà qui, e almeno per i primi mesi ci rimarrà, il che è la soluzione migliore. Il nome è in cantiere, sembrava una cosa semplice ma tutt’altro: l’unico su cui saremmo andati a colpo sicuro è già occupato (indovinate un po’ da chi…).

Sto andando un po’ in giro, spesso in Italia: dopo la scappata a Trieste a metà ottobre, che era stata l’occasione per conoscere gli amici del Movimento di là (si capisce cosa doveva essere la Chiesa degli inizi se penso a come sono trattato ovunque vado che ci sia qualcuno dei nostri), e soprattutto Samuele riaccolto poi a fine ottobre qui su in Germania (un’altra di quelle incredibili espressioni di semplicità e apertura che accadono quando si è pieni della stessa cosa, ma che pur se ne hai viste cento ti sorprendono e rendono grato sempre), lo scorso inizio settimana sono stato a Milano (con il dottorando tedesco Markus portato in visita dagli zii e dall’amico Pietro, un’esperienza che credo non dimenticherà facilmente) e il prossimo sarò a Trieste per un paio di incontri; a volte sembra manchi il tempo per fare un po’ di cose qui, ma bisogna organizzarsi. Si è sempre più grati di sorprese impreviste, come un amico che si offre di aiutarti a cambiare le gomme da neve semplificandoti il lavoro, o che a qualcuno in Italia tutto sia andato in modo “negativo”.

Intanto la neve è arrivata, e stavolta prova a restare: due-tre giorni di nevicate continue, e un fresco pungente che cerca di mantenere il clima adatto. Chi può se ne andrà a sciare, noi ci godiamo il silenzio di mattine imbiancata e restiamo in attesa che arrivino i genitori di Anto…

E per finire, siamo lieti della Risoluzione dell’Unione Europea a sostegno dei cristiani perseguitati, con tanto di elenco dettagliato dei fatti di persecuzione in tutto il mondo. Perché se è vero che la Chiesa non va data per scontata da nessuna parte, e chiama ovunque alla nostra personale responsabilità, ci sono posti dove la drammaticità del suo esistere è più evidente. A proposito, ringraziamo per la lettera di oggi del nostro vescovo-amministratore apostolico (siamo in attesa della decisione del successore, che sembra tanto semplice quanto il nome di Puntino), che spiega nel dettaglio cosa ci fanno con la nostra Kirchensteuer (la tassa alla Chiesa), con tanto di grafici a torta. Inutile dire che quasi tutto va per servizi sociali, perché la Chiesa pensa solo agli affari suoi. Tanto che a noi, famiglia monoreddito, dopo la spiegazione ci annunciano che le nostre tasse ce le restituiscono…


Piccolo grazie alla Cina e al nostro Pater
inviato da Pietro, 1 novembre 2007 @ 20:54
Speriamo Internet serva ad aprire quel paese che il mondo (ragionando puramente in termini economici) è pronto ad accogliere senza chiedere condizioni, a concedergli di ospitare le Olimpiadi e magari accettare le sue di condizioni. Perchè un mercato di un miliardo e mezzo di persone buttalo via...Ma oggi li vado a ringraziare, almeno le tv via internet di Shangai, perchè mi hanno dato la possibilità di vedere il derby di ieri sera, ed era spettacolo che valeva la pena. Sempre più incredibile quello che si può fare nel ventunesimo secolo...
E dato che non di solo calcio vive l'uomo, ringraziamo anche di avere l'occasione del nostro personale Pater benedettino, che ci fa festeggiare Ognissanti nella chiesa ad essi dedicata, ce ne racconta la Storia (sopratutto il perchè il popolo è giunto a chiamarla Kreuzkirche) e ci fa sentire una volta di più un po' a casa in questa Monaco che sta incominciando a dare il benvenuto al freddo invernale. In attesa di lunedì...