to kalon
Vagliate tutto, trattenete il valore (1Ts. 5,21) cnusususususitititititititititititit

Auguri!
inviato da Vito, 24 dicembre 2007 @ 16:56
Oggi, anche oggi, "il nostro Salvatore è nato nel mondo", perché sa che abbiamo bisogno di Lui. Malgrado le tante forme di progresso, l'essere umano è rimasto quello di sempre: una libertà tesa tra bene e male, tra vita e morte. E' proprio lì, nel suo intimo, in quello che la Bibbia chiama il "cuore", che egli ha sempre necessità di essere "salvato".
(Benedetto XVI)


I miei auguri di buon Natale!

Vito

Paternità
inviato da Pietro, 19 dicembre 2007 @ 14:04

Due anni di blog, ma non vi preoccupate, non mi riferisco a questo tipo di paternità. E’ solo che (banalità delle banalità) ogni anniversario porta a ricordare e ripercorrere quel che è successo nel tempo passato dall’ultimo anniversario, e direi che la cosa più grossa di quest’ultimo anno è successa in un giorno non meglio definito del giugno scorso.
E’ una cosa strana questa paternità, soprattutto perché uno può immaginare quel che vuole ma non sa cosa aspettarsi. Di questo Puntino ormai cresciutello (l’ultima visita lo dà perfetto nella norma, più di un chilo di peso, un nasino bello come quello del suo papà) mi sto accorgendo in maniera sensibile (cioè percepibile anche coi sensi) solo nell’ultimo mesetto, da quando i suoi calcetti-pugnetti-gratti sono ben evidenti, si sentono anche con la mano sul pancione e non solo come movimenti che fanno sussultare la sua mamma.
E ‘ una cosa strana, perché a volte mi sento come in colpa, come il solo fatto di aspettare un bambino (o meglio di averlo già presente ma non sempre evidentemente visibile) chiedesse di dover fare qualcosa, di dover pensare diverso. Invece, probabilmente per questa vita lavorativa sempre un po’ precaria, un periodo di viaggi  continui (9 voli negli ultimi tre mesi, anche se sempre in direzione italica, e stasera si torna a Roma, ma poi di nuovo in treno per Trieste, a firmare un contratto per i prossimi sei mesi), sono stato preso dalle solite preoccupazioni quotidiane, sono andato avanti quasi come se niente fosse, e uno si chiede se magari avrebbe dovuto far qualcosa di speciale, a parte pregare e affidare la salute del nascituro a Chi ce l’ha donato.
E’ una domanda grossa, come quella del futuro, più grossa delle semplici preoccupazioni della cose da fare, che pure ci sono e neppure poche: kinderwagen a prova di neve tedesca, fasciatolo Ikea, lettino da cercare, corso preparto tutto in tedesco per Anto, visita alla Klinik del parto con vista sul pratone dell’Oktoberfest (per una nascita in perfetto stile monachese), ricerca di un’ostetrica per le visite a domicilio la settimana del rientro a casa (qui funziona così, e tutto sotto mutua…).
Ma in fondo quello che più è evidente è che si tratta di un’attesa: attesa di qualcosa che già c’è, ma che si attende che si palesi in un modo più evidente e coinvolgente (e se uno ci pensa un secondo, anche un po’ preoccupante…). E la cosa più bella è l’occasione di poter vivere così proprio nel periodo dell’anno di Attesa per eccellenza, l’Avvento: come ci ricordava don Romano al ritiro due domeniche fa, anche qui non è attesa di qualcosa che non si conosce, che deve venire per la prima volta. E’ attesa di Colui che è venuto e viene, per aiutarci ad essere davvero padri, lavoratori, uomini.

Siamo in partenza per tornare a Roma, da adesso fino all’Epifania in Italia, da una o dall’altra famiglia. Auguro a tutti di vivere intensamente questo periodo, che possa essere il segno di come vivere sempre. E per il blog, non c’è due senza tre….


Sondaggio
inviato da Vito, 25 dicembre 2006 @ 20:46
Vota la peggior sventura di Natale:
  1. Quasi sedici ore di pullman per attraversare l'Italia da nord a sud il 23 dicembre
  2. Mal di testa lancinante e febbre a 38,5 °C per tutta la Vigilia
  3. Un guasto all'acquedotto che lascia il tuo paese senza acqua corrente per 3 giorni (and counting), con conseguenze che non sto a descrivervi per la toeletta e il pranzo di Natale...
Inutile specificare che nessuna delle tre è inventata.
Ma è Natale, e queste tutto sommato sono quisquilie.

Nolite timere
inviato da Vito, 24 dicembre 2006 @ 18:50
... ecce enim evangelizo vobis gaudium magnum,
quod erit omni populo. (Lc 2,10)


Caravaggio, Adorazione dei Pastori

Auguri di buon Natale a tutti quelli che passano di qui, e in particolare ai nostri visitatori più affezionati: il neo-ingegnere Francesco, Giotea, Giorgetto, Anna, Carlo, Acqua, Nihilalieno, Alef, il mitico Berlicche e la mamma di Pietro!

Possa diventare sempre più chiaro a noi tutti che la grande gioia di questa notte è l'unica in grado di restistere negli alti e bassi delle nostre vite.

Il paradosso di Natale
inviato da Vito, 22 dicembre 2006 @ 13:22
Il paradosso della vicenda di Welby è che quest'uomo ha dimostrato proprio ciò che voleva a tutti i costi negare: che si può essere "vivi", far commuovere, discutere e dividere un Paese intero anche se si è paralizzati in un letto.

Ma con la sua libera scelta - che comunque va tristemente rispettata - ci ha fatto presente in maniera drammatica che il solo fatto di essere vivi non ci basta, se nella vita non c'è un senso o non si intuisce chi può svelarcelo. E non è un problema di medici e malati, ministri e associazioni, vescovi e cardinali: è la domanda di ciascuno di noi in ogni circostanza. Resterebbe una domanda senza risposta, se non fosse che tra tre giorni è Natale: i suggerimenti dall'alto sono sempre ben accetti.