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Il giorno della neve inviato da Pietro, 5 marzo 2008 @ 10:17 Il 5 marzo nei miei ricordi resterà sempre come il giorno della neve. Certo, quella di oggi non è comparabile con la leggera nevicata a Muenchen di due anni fa, domenica fantastica in cui ci riversammo all'Englischer Garten coperto da quasi un metro di neve e tentavamo di fotografare le cascate di neve dai rami. Ma è sempre un manto imbiancato che accoglie il risveglio, e la sensazione di bellezza è la stessa. Sarebbe un giorno bellissimo per nascere... Tempo di ricorrenze inviato da Pietro, 15 luglio 2007 @ 23:51 Il discorso di Vito di qualche giorno fa disquisiva della strada, della dimensione spaziale del nostro camminare umano. E’ tema per altri discorsi, varrà la pena di farli; ma oggi voglio parlare dell’altra dimensione, che a volte è anche più importante. Parlo del tempo, quella cosa che, si diceva l’altra sera a cena di un’amica, è davvero una delle cose più importanti che abbiamo; o almeno ci sembra di avere, che in questo caso il nostro possesso sembra a volte effimero. Sono due anni che sono in Germania: possono sembrare pochi, ma è una vita. Se rivedo questo secondo anno poi mi accorgo che ricchezza di novità e di apertura è stato l’arrivo di Anto, connesso sicuramente al diventare più mio di questo posto, perché legato più oggettivamente alla vocazione della mia vita. Il tedesco avanza, anche se a tentoni e con meno disciplina del necessario, e alcune cose vanno ancora sistemate per bene, evitando di continuare ad usare la scusa del Tanto non sappiamo quanto si deve restare. Mi (ci) stiamo giocando questo nostro stare in Germania, e vale la pena farlo fino in fondo. Parte della ricchezza che è stato questo tempo è legata al rapporto con gli amici: è una cosa strana, misteriosa, a volte difficile, perché chiede di accettare il mistero che l’altro è, così com’è, senza pretendere censure o adattamenti (che in fondo comunque è quello che chiediamo anche noi a chi amico nostro vuol essere). Io sono stato fortunato, e le fortune non finiscono mai, che ogni nuovo arrivo è una scoperta in più (e per ogni partenza, misteriosamente ma sempre più certamente, non si perde niente). Se poi si tratta di Ilaria, è una certezza e un sostegno. Oggi siamo tornati ad Altoetting, la nostra meta preferita in questa Baviera: c’era da ringraziare, e tanto, e altrettanto tanto da chiedere e pregare, per noi e per i nostri amici (forse in questi casi si capisce un po’ cosa vuol dire la dimensione comunitaria della preghiera). Perché a volte le risposte sorprendono, ma ci sono sempre, e a volte non si notano, perché ci si perde nel da fare e ci si dimentica o si pensa di non aver bisogno di chiedere. Ma una Madre è sempre lì, e a volte, al dimandar precorre… Un anno di matrimonio: festeggiato ad Eichstaett con la Fraternità della Baviera, passato in mezzo ad un periodo pieno. Si poteva festeggiare meglio, lo ammetto, mi si darà occasione di rimediare. E’ già un anno, eppure sembra tutto ancora nuovo e da scoprire. E’ andato bene, non dico inaspettatamente, ma sorprendentemente. Perché si partiva una cosa nuova, la si partiva in un posto nuovo, e con più domande che certezze, sul futuro, sul lavoro, sugli amici che si lasciano indietro e quelli che si troveranno per strada. E adesso siamo qui, lieti e contenti, solo un po’ tristi al confronto di una Germania che riserva il tempo migliore per il weekend, con il Santo Domingo dov’eravamo un anno fa; ma è solo un dettaglio. E’ anche un anno che siamo campioni del mondo: rispetto al resto, conta poco, ma vivere in Germania dopo di allora è stato davvero un po’ più bello. |