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Aggiornamenti inviato da Pietro, 2 novembre 2009 @ 00:18 A volte capita di arrivare alla domenica sera più stanchi di come si è incominciato il weekend. Non è questo il caso, dato che venerdì sera ero così cotto che sono andato a letto alle dieci senza puntare la sveglia e il giorno dopo per la prima volta da non so quanto mi sono alzato per ultimo della famiglia…comunque, poco ci manca. E' la conseguenza di una casa nuova da sistemare: anche se Anto è bravissima a fare le cose con i due bimbi, alcune faccende richiedono il fine settimana per essere fatte. E così dopo la settimana lavorativa in ditta (a pieno ritmo, e per fortuna, anche se questo richiede qualche giretto veloce per l'Europa) inizia il fine settimana lavorativo per la casa. La cucina è ormai ordinata, abbiamo appena definito i lavori da fare nei bagni, ieri ulteriore giro per i mobiletti dei bagni, poi si tratterà degli altri ambienti: una stima di massima direbbe che per il ponte dell’Immacolata dovremmo poter fare il trasloco dei pacchi, e diventare finalmente cittadini di Boccaleone. Nel frattempo si risolvono anche le questioni amministrativi, le diverse volture, il nuovo conto in banca, fra un po’ l’ennesimo cambio di residenza. La mia carta d’indentità, notavo qualche giorno fa, è rimasta un po’ indietro: rinnovata nel giugno 2005 proprio prima della partenza per la Germania, si è saltata i 3-4 passaggi successivi. Fortuna che devo rinnovarla l’anno prossimo, e questa nuova residenza dovrebbe essere un po’ più duratura delle altre… Intanto la bimba cresce, e pure troppo, dato che adesso dovranno cambiare le definizioni dei percentili che descrivono il tasso di crescita dei bambini, come osserva giustamente il nonno: quando una è stabilmente oltre il 97 percentile o è anomalia statistica, o è las statistica a dover essere rivista…Il fratellone mostra blandi segni di gelosia, e nonostante i primi capricci, è sempre il bambino più bravo (e più bello) del mondo. Giovedì scorso ci siamo concessi anche il lusso della baby sitter per andare entrambi alla SdC, suscitando le invidie di chi protestava che non fosse giusto, con una bimba di meno di tre mesi, già poterla lasciare ad altri… E in effetti a volte non mi rendo conto di quanto sia stata una benedizione la bontà di questi due bimbi, che ha reso molto meno faticosa una situazione che già di per sé chiede un certo impegno. Questo mi aiuta anche nell’altro grosso rischio di questo periodo: cioè che a volte si tende a ridurre il tutto a quello che c’è da fare, e questo sembrerebbe anche giusto, senza neppure porsi il perché di quello che si fa (a parte le pur giuste considerazioni di volere una casa finalmente nostra, più grande per noi e per i figli, una certa stabilità). E così ci si perde il meglio, che non è solo il reagire o l’agire meccanico, ma l’affronto di quel che accade sfidando il giudizio di corrispondenza con me, dove il fattore più importante è in quel che accade che indica qualcosa che non ho già deciso o saputo io (come appunto la gratitudine per questa bontà dei figli per niente scontata). Anche per questo oggi siamo tornati a Caravaggio: è solo la seconda volta da quando siamo qui, l’altra volta ci accolse un diluvio e il santuario inagibile per restauri. Oggi invece una giornata quasi calda, un santuario pieno di cingalesi e filippini (pullmann pieni da tutta la Lombardia, ad indicare quanto abbiamo da reimparare in termini di affezione da popoli apparentemente lontani eppure esperienzialmente vicinissimi) e Michele che impara a fare il segno della croce con l’acqua del Fonte Santo. Senza contare anche le ciambelle rese famose dall’amica Anna… Abbiamo pregato per i nostri santi, per i nostri morti (quanti di essi coincidono!!), soprattutto siamo tornati dalla nostra Mamma per ringraziarla del suo aiuto e per chiedere ancora che ci dia quella chiarezza dello sguardo che permette di accorgersi di quel che ci viene dato, pur se sempre diverso (e quanta fatica che si fa, ogni volta di più). Perché mi accorgo specialmente adesso che non basta credere di aver capito, o essere coscienti del proprio bisogno, e neppure affermarLo presente come a priori in quel che si va a vivere: serve rivedere qualcosa di bello presente che rifaccia vibrare il cuore, perché solo così convince e soddisfa (non si può solo teorizzare di aver bisogno di una fraternità, se ne deve poter riconoscere un luogo dove si vorrebbe essere abbracciati come si abbracciano loro: ma qui introduco un tema che necessita un post a parte). E bisogna chiedere di riuscire ad accorgersene, che la nostra idea a volte aumenta solo la confusione. A volte vorrei scrivere questo blog. La durata di questo post (peggiorata da un errore che mi ha fatto cancellare tutto il testo giunto quasi alla fine e quindi ricominciare) mi fa capire perché non ci riesco. Mendicherò anche questo, per fortuna lassù non pongono limiti alle domande. Alla prossima, mi piacerebbe indovinare quando. Regalo(i) di compleanno inviato da Pietro, 31 agosto 2009 @ 22:44 La nascita di Beatrice, fra le altre cose, ha sconvolto anche le ferie. Le due settimane di chiusura ufficiale della ditta sono state dedicate alla sua nascita (ricovero di Anto=primo giorno di ferie, nascita di Bea=secondo giorno) e al suo primo ingresso a casa. Per la cronaca, il primo incontro col fratello maggiore è stato bellissimo, Miki si è comportato da gentiluomo e le ha fatto una cara. Avrà tutta la vita per capire che cosa gli è capitato... Poi navigazione a vista, rientro al lavoro subito dopo Ferragosto e la decisione quasi su due piedi che la famiglia seguisse i suoceri nel viaggio verso sud, fermandosi a Lavinio al mare dai miei: per concedere a Michelino quel mare che gli era stato finora negato, e alla mamma di proseguire ad essere aiutata nei primi tempi con la nuova pargola. Quindi, per il sottoscritto ennesimo compleanno da solo (anche se degnamente festeggiato il giorno prima con tiramisù della consorte e semifreddo dei suoceri): si fa quel che si deve fare, e si rende quel che non si può un vero sacrificio. Per cui anche quest'anno niente Meeting, perchè le ferie non ci sono più e per quel che ci si aspetta nel vicino futuro meglio evitare di andare adesso in negativo. Peccato, perchè gli amici ci sono stati, e fra le telefonate di chi ti chiede in che padiglione sei, scopro adesso che qualcuno ha anche lavorato per migliorare la nostra esperienza in rete...vedremo come sarà possibile dare un contributo nel parapiglia della vita, mai come oggi davvero piena. Peccato, ma in fondo l'unità si vede nel poter partecipare di un'esperienza anche senza esserci, se il cuore è puntato nella stessa direzione. Oltre al Meeting si prospettava anche la perdita del primo vero mare del mio primo figlio. Ma si vive (su questa terra) una volta sola, come si diceva martedì a cena con un altro amico scapolo d'agosto, e se nulla di oggettivo ti osta, perchè non concedersi qualche regalo? Così la decisione mercoledì, la pianificazione a sorpresa con mio fratello e lo sbarco a Fco da Mpx venerdì sera, con arrivo nella serata laviniense a villa Donatella. Le facce sorprese sono state un primo regalo, il sorriso di Anto e di Michele un secondo, quell'ora e mezza, non di più, passata sulla spiaggia e dentro l'acqua con mio figlio sabato mattina il dono più grande pensabile. Perchè il distacco, l'accettare che un figlio abbia un destino che tu puoi solo accompagnare e assistervi è possibile, o meglio più facile, se prima lo si abbraccia. Ieri sono tornato di nuovo a Mpx, aereo in ritardo e a casa alle 24 passate. Stanco, lieto, soddisfatto. La fatica per uno scopo diventa una benedizione, perchè ti aiuta a ridirti il perchè. Da domani, di nuovo in giro, due giorni e mezzo in Franconia, poi sabato di nuovo in viaggio verso Roma che domenica si fa Fco-Helsinki-Pu Dong: un nuovo inizio, una nuova avventura. Non da solo, e di questo racconterò spero un'altra volta. Per un compleanno non festeggiato, mi pare ci sia stato pure troppo da raccontare. Digiuno inviato da Pietro, 3 agosto 2009 @ 22:52 Stanotte e domani mattina, digiuno per il cesareo. Un piccolo sacrificio per la grande (in tutti i sensi!!) gioia che ci accade. Sveglia all'alba e attesa dalle 7:30 in sala parto, stavolta però non dentro la sala operatoria. Tutto cambia, luogo, modalità, persone, preoccupazioni: non ci facciamo mancare nulla. E vedremo come la prenderà Michelino. Un saluto a tutti, grazie delle preghiere. L'attesa prima del sole inviato da Pietro, 30 luglio 2009 @ 23:43 A volte la vita batte a tamburo battente, e allora deve essere chiaro dov’è il tuo tesoro perché non c’è quasi tempo per pensarci. A volte si trascina stancamente, e il rischio di dimenticarsi di tutto nella pigrizia è grande. A volte ti sorprende, accade qualcosa che in un modo o nell’altro ti rilancia. Altre volte invece ad accadere è qualcosa di straordinario, talmente straordinario che deve avvenire perché uno sappia che è possibile: la vita rallenta, le cose vanno a mettersi al loro posto, tutto in attesa di qualcosa di grande che si sa sta per succedere. Mi accadde un po’ più di 3 anni fa, prima del matrimonio. Accade oggi, negli ultimi giorni prima della nascita di Beatrice. Perché le cose da fare sono tante e non mancano: stiamo comprando casa, sempre in Berghem, quindi mutuo, preliminare, notaio, lavoretti, mobili e quant’altro; il lavoro va avanti bello impegnativo, fra prove, misure, supporto tecnico – nuova visita in Cina a settembre, famiglia permettendo; e Michelino cresce, con tutto il bello e le fatiche che questo comporta. Ma poi come per miracolo le varie situazioni si risolvono, anche se per il momento, e la notizia di oggi del parto cesareo per le condizioni particolari della bimba, con conseguente programmazione a martedì prossimo, ci mettono in questa strana condizione: di attesa di qualcosa di grande che sta per accadere, ma con la sensazione che tutto sia a posto, che quel che dovevamo e potevamo fare è stato fatto, e quindi tutto è nelle mani di un Altro, quindi quelle giuste. Il mutuo è fissato grazie ad aiuti fraterni, il preliminare registrato, i lavoretti appaltati e il notaio deciso. La ditta chiude per ferie da domani per due settimane. La Cina potrà vedermi partire da Roma. E 4 nonni per Michelino sono quasi troppi, come dice qualcuno neppure i principi del sangue… E noi siamo qui, a contemplare i piedi gonfi della panzera, la pancia da 2-3 gemelli di 10 mesi, i movimenti di un alien da 4 kg e passa che martedì mostrerà il suo volto. Ad approfittare di questo tempo dato per accorgertci di quel che accadrà, e per essere grato di quello che è già successo. In una bergamasca sempre più nostra e al fresco dell’alta Val Seriana che vale la pena di essere vista, e la cui strada ormai mi è nota come nessuna altra valle dopo quella Anzasca. Salvo avviso contrario, il nuovo compleanno da ricordare sarà il 4 agosto. A tutti chiedo una preghiera per Anto e un ricordo per noi. Cronache di un periodo vagabondo/2 inviato da Pietro, 3 giugno 2009 @ 17:04 Cosa ho riscoperto alla fiera di Norimberga (26-28 maggio) Che non son fatto per le fiere, cercare di vendere qualcosa o di scoprire cosa fanno i tuoi concorrenti. Ma è parte del tuo lavoro, quindi si impara. Anche qui seguendo chi sa farlo, e questo lo rende interessante. Che l’amicizia non ha (sempre) bisogno della quotidianità, ma invece della serietà di fronte alla propria esperienza. Basta una rasches Bier dietro San Sebaldo per raccontarsi un anno di vita con l’amico Marcelo. E ringraziare con lui di essere su una strada con qualcuno che non ci lascia mai tranquilli. |